P. IVA 04220391207 © 2022 Giulio Pedaci
Pittura digitale:
di cosa parliamo?

Premessa doverosa: qui l'intelligenza artificiale non c'entra nulla. Qui si fa uso della conoscenza, della manualità, dell'estro, ma soprattutto si fa uso della sensibilità. La sensibilità che ci fa vibrare le corde interne delle emozioni quando, per esempio, ammiriamo un meraviglioso tramonto o quando ascoltiamo un racconto o una melodia particolarmente toccanti. La sensibilità può ispirarci un'idea, una visione. Abbiamo molto più dei cinque sensi canonici: abbiamo un universo dentro. Dobbiamo solo rallentare, osservare, ascoltare... ascoltarci. Solo così potremo assaporare tutta l'infinita bellezza che ci circonda.
Le mie Muse ispiratrici per eccellenza sono la musica classica e sinfonica. Esse rappresentano la mia stella polare. Quando la melodia e le parole toccano la mia anima, la innalzano a livelli sublimi e mi portano a volgere lo sguardo verso l’incanto. Tutto questo si trasforma in un dipinto digitale, ognuno con una propria storia che si trasforma in un messaggio che voglio trasmettere. Ogni mio dipinto ha un titolo che racconta qualcosa che va al di là dell'immagine che rappresento e un sottotitolo che fa riferimento all'aria o alla sinfonia che mi ha ispirato. Il dipinto, il titolo e la melodia raccontano una storia. Le immagini, per essere veramente viste, vanno ascoltate.

Questo dipinto rappresenta il punto più basso
di una fase della mia vita in cui l’oblio stava per inghiottirmi.
Quando tutto pareva perduto, ho capito che dovevo fermarmi,
ascoltarmi e attraversare le crepe. Quel cammino mi ha condotto
a dipingere “Rinascita – Omaggio a Magritte”, immagine di un ritorno
tanto fragile quanto feroce, verso la luce.
“Prologue” chiude simbolicamente il cerchio
di un viaggio interiore fatto di smarrimento e trasformazione.
Solo affrontando lo specchio delle proprie paure
si può passare indenni attraverso le fiamme.
Dipinto ispirato a temi sociali
Dipinto ispirato a temi sociali
Dipinto realizzato in un particolare momento della mia vita in cui buio e ansia stavano corrompendo il mio essere.
L’oblio che avevo dentro scaturiva dalla scelta di chiudermi in me stesso, proprio nel momento peggiore.
È allora che ho capito che potevo uscirne chiedendo aiuto alla parte migliore di me.
Ho scelto di dipingere due manichini identici in pose diverse per rappresentare una persona allo specchio.
Con un semplice, quanto meraviglioso gesto, l’una guida l’altra al ricongiungimento con l’universo,
luogo di bellezza e incanto, ricolmo di luce e colori.
E di silenzio.

Dipinto ispirato ai manichini Bonaveri
Dipinto ispirato ai manichini Bonaveri
Omaggio a Bologna
(Dalla: Piazza Grande)
La scelta di ispirarmi alle tre Grazie per rendere omaggio alla città
che mi ha accolto quarant’anni fa è stata naturale.
Le tre figlie di Zeus simboleggiano lo splendore, la gioia e la prosperità.
Il velo che le cinge nell’abbraccio della figura centrale, rafforza il senso di unione.
Tutto questo è Bologna.
Il velo dipinto del "suo" rosso è la mia dedica a Lei.

Dipinto ispirato a: Le Tre Grazie - Antonio Canova
Dipinto ispirato a: Le Tre Grazie - Antonio Canova
Libero arbitrio
(Lennon: Imagine)
Colori.
Colori che uniscono e dividono.
Colori che simboleggiano stati d’animo,
definiscono razze e appartenenze.
La somma di tutti i colori può creare luce, ma allo stesso tempo oscurità.
Sta a noi decidere come unirli, se farlo tramite fasci luminosi
o utilizzando pigmenti in polvere.
Il libero arbitrio è colore e nessuno potrà mai desaturarlo.

Dipinto ispirato a: Le Tre Grazie - Antonio Canova
Dipinto ispirato a: Le Tre Grazie - Antonio Canova
Ninna nanna amore mio...
(Brahms: Lullaby)
Le parole non hanno abbastanza forza per raccontare storie a cui non si può credere.
Storie che parlano di piccoli angeli che guardano il mondo con la purezza dei loro cuori,
fino a quando questi non manifesta loro la sua crudeltà.
I folletti, le principesse e i cavalieri diventano così solo
delle menzogne disegnate su libri che mai più nessuno sfoglierà.
Quando un piccolo angelo cade,
anche gli orchi e le streghe delle favole chiudono i loro occhi per non vedere.

Dipinto ispirato a temi sociali
Dipinto ispirato a temi sociali
Venga il Tuo Regno
(Verdi - Requiem: Dies Irae)
“Venga il Tuo Regno,
sia fatta la Tua volontà,
come in cielo, così in terra…”
Parole che lasciano un sapore amaro in bocca.
Aneliamo pace, ma fomentiamo guerre.
Le vittime innocenti sono ormai diventate un fastidioso
alito di vento che scompiglia le nostre consuetudini.
Venga allora il nostro regno.
Sia fatta dunque la nostra volontà.
Ma non c’è cielo.
C’è solo terra.

Dipinto ispirato a: Corpus Hypercubus - Salvador Dalì
Dipinto ispirato a: Corpus Hypercubus - Salvador Dalì
Il silenzio dei colpevoli
(Puccini - Madama Butterfly: Coro muto)
La violenza sulle donne e il femminicidio sono piaghe endemiche della nostra società.
Ho voluto realizzare un dipinto che rendesse appieno l’angoscia, il terrore, ma soprattutto la solitudine delle donne.
È un argomento crudo, così come cruda doveva essere la mia denuncia.
Il nostro silenzio lascia la donna sola e questo ci rende complici.
Nel dipinto la donna è privata delle vesti e riversa in una postura che rende appieno la violenza bruta con cui è stata atterrata.
Il pavimento è a scacchiera, cosa che simboleggia uno schema purtroppo ripetitivo.
Proviamo dolore per la vittima, rabbia per il carnefice, ci chiediamo come possano ancora accadere questi orrori,
finché quelle domande, poco a poco svaniscono insieme ai nomi delle vittime,
per essere sostituiti da altri nomi, altre vittime, altri carnefici.
Il coro muto dell’opera “Madama Butterfly” di Puccini, utilizzato come sottotitolo,
esprime tutto il dolore della protagonista, simbolicamente privata anche della parola.
Rompiamo questo schema che lascia le donne sole, a subire silenziosamente.
Il loro tacere avrà eco nel nostro urlare.

Dipinto ispirato a temi sociali
Dipinto ispirato a temi sociali

L'attesa
(Sono andati?)
La partitura iniziale de “La Bohème” è un inno
alla gioventù, alla spensieratezza e alla voglia di vivere.
Tutto cambia a causa della scoperta di un destino
tragico che niente e nessuno potrà mai scongiurare.
Mi sono ispirato all’Opera di Pietro Canonica per
raffigurare chi a quel destino si ribella, così come chi
a quel destino si rassegna nell’attesa dell’inevitabile.
Rodolfo, consapevole di non poter offrire a Mimì altro
che il suo amore, l’allontana con la speranza di darle
un’ultima possibilità. Ma l’Amore non si può obliare.
Mimì, alla fine, torna per morire tra le sue braccia.
L’attesa è finita.
Resta solo il tempo per un’ultimo,
straziante, sublime commiato di Mimì.
“Ho tante cose che ti voglio dire
o una sola, ma grande come il mare,
come il mare profonda ed infinita...
Sei il mio amor... e tutta la mia vita!...”
Dipinto ispirato a: Abisso - Pietro Canonica
Dipinto ispirato a: Abisso - Pietro Canonica

Gli amori fragili
(Ranzato - Il paese dei campanelli: S’è spento il sole)
Il paese dei campanelli è un’operetta ricca di equivoci e
intrecci amorosi, ma non solo. La trama si tinge di malinconia
quando una melodia timidamente si affaccia nel primo tête à tête
tra Hans e Nela «Perché perché turbare...», struggentemente si
manifesta nell’aria «S’è spento il sole...» e drammaticamente
conclude la narrazione quando accompagna il grido
disperato di Nela per il suo sogno d’amore infranto
«Se n’è andato... e senza dirmi niente».
Il paese dei campanelli è per me più di un’operetta e questa
consapevolezza mi ha portato a rappresentarla rifacendomi al mito
di Amore e Psiche, interpretazione più alta dell’amore, ma anche
metafora dell’equilibrio tra sentimento (eros) e ragione (psiche).
Nella scultura del Canova, Psiche fa dono della sua anima
(una farfalla) al suo amato. Ma la farfalla è anche simbolo
di effimerità. Un campanello prende il posto della farfalla,
diventando così l’emblema di un’armonia spezzata.
«S’è spento il sole (...) tutto è silenzio intorno»
Dipinto ispirato a: Amore e Psiche stanti - Antonio Canova
Dipinto ispirato a: Amore e Psiche stanti - Antonio Canova

La fascinazione degli empi
(Verdi - Nabucco: Ouverture)
Nabucco e Abigaille in quest’opera
sono gli artefici di nefaste vicissitudini.
Nel corso dei secoli molti uomini
hanno scritto, e scrivono, il loro nome
con il sangue indelebile del proprio popolo.
La fascinazione per questi uomini
è frutto di convenienza e connivenza.
È deprecabile l’empio quale artefice di abomini,
quanto è sciagurato chi lo ha elevato al pari di un dio.
Zofar il Naamatita prese a dire: (...) Non sai tu che da sempre, da
quando l’uomo fu posto sulla terra, il trionfo degli empi è breve e la
gioia del perverso è d’un istante? Anche se innalzasse fino al cielo
la sua statura e il suo capo toccasse le nubi, come lo sterco sarebbe
spazzato per sempre e chi lo aveva visto direbbe: “Dov’è?”.
Svanirà come un sogno, e non si troverà più, si dileguerà come
visione notturna. (...) Giobbe - 20
Dipinto ispirato a: Gladiateur mourant - Pierre Julien
Dipinto ispirato a: Gladiateur mourant - Pierre Julien

L'infinito nei suoi occhi
(Rossini - Il barbiere di Siviglia: Ouverture)
Rosina è consapevolezza e resilienza.
Rosina è sensibilità, accompagnata
da una visione che va oltre le apparenze.
Rosina è malizia e dolcezza,
ma anche forza e determinazione.
Per lei tutto è palese prima ancora che si manifesti.
Lo sguardo di Rosina supera le barriere,
qualunque esse siano.
A Rosina non interessa se ti chiami
Lindoro o se sei il Conte d’Almaviva.
A Rosina basta la certezza del suo cuore.
Rosina è tutte le Donne.
Il mio dipinto vuole essere un omaggio alle Donne.
Donne che ci danno la vita, che ci accompagnano
nella nostra crescita, che ci sostengono, ci consigliano,
che guardano aldilà dei confini del nostro sguardo.
È solo volgendo i nostri occhi nei loro
che la bellezza dell’universo intero si manifesta.
Dipinto ispirato a: Danzatrice col dito al mento - Antonio Canova
Dipinto ispirato a: Danzatrice col dito al mento - Antonio Canova

Il peccato originale
(Deh, narra quella storia funesta)
Il titolo così a contrasto con la figura di una
madre con in braccio il proprio figlio,
è frutto del dramma che Azucena rievoca
nell’aria della Parte II - Scena Prima e che,
proprio a causa di quell’evento tanto orribile
quanto inconcepibile, fa di lei l’effettiva
tragica protagonista dell’Opera di Verdi.
La voglia di vendetta che si fa follia,
che distrugge l’Amore più puro
e offusca qualunque possibilità di salvazione,
riecheggia anche nell’ultimo atto,
nelle parole pronunciate persino di fronte
alla morte di quel suo figlio sbagliato.
Dipinto ispirato a: Virgin and child - St. James Cathedral
Dipinto ispirato a: Virgin and child - St. James Cathedral
L'amore sbagliato
(Vivaldi - Le quattro stagioni: L'inverno)
Ho dipinto questo quadro, quale grido di dolore e orrore per un fenomeno tanto vile quanto ignobile,
diffuso purtroppo in maniera inaccettabile: il femminicidio.
Mi sono ispirato alla scultura del Bernini, adattandola al messaggio che volevo inviare.
Plutone l'ho dipinto come fosse pietra fredda, tombale, come l'animo che muove questi vigliacchi scellerati
che approfittano della loro predominanza corporea per sottomettere, abusare, uccidere.
Proserpina l'ho dipinta invece come fosse una donna vera, con pelle vellutata e candida.
Proserpina cerca invano di sfuggire dall'inesorabile, empio abbraccio dell'uomo di pietra.
L'amore sbagliato racconta la storia di lui e di una promessa disattesa.
Racconta anche la storia di lei e di un'illusione di vita che, suo malgrado,
un giorno diventerà incubo e oblio.
"Accolgo te come mia sposa, prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia
e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita."

Dipinto ispirato a: Il ratto di Proserpina - Gian Lorenzo Bernini
Dipinto ispirato a: Il ratto di Proserpina - Gian Lorenzo Bernini
Confutatis Maledictis
(Mozart - Requiem: Confutatis)

Questo dipinto l'ho realizzato poco dopo l'invasione
della Russia in Ucraina, dopo aver visto le immagini dell'eccidio
di Bucha, Mariupol e di tutte le stragi perpetrate
in nome del potere, non solo in quella regione del pianeta.
Eravamo quasi usciti da una pandemia planetaria
che aveva rischiato di portarci dentro scenari apocalittici,
ma proprio quando si intravedeva un barlume di speranza,
tutto è ripiombato pesantemente tra il fragore assordante
delle urla di un popolo, di tanti popoli.
Nell'opera di Gaetano Cellini, l'uomo è schiacciato a terra,
sopraffatto dal dolore. Io ho voluto dare un messaggio
diverso nel mio dipinto. Seppur ispirandomi a quest'opera,
l'uomo da me raffigurato cerca di rialzarsi
e per far significare questo, la roccia tra le sue mani
diventa una tela che lui strappa per creare un vuoto da riempire
e quel vuoto ha il colore della speranza: il bianco.
Sul bianco puoi ridisegnare un mondo migliore e il Confutatis
di W. A. Mozart è la perfetta aria per questa mia
raffigurazione di speranza.
Confutati i maledetti
e condannati alle fiamme ardenti,
chiamami tra i benedetti.
Dipinto ispirato a: L'umanità contro il male - Gaetano Cellini
Dipinto ispirato a: L'umanità contro il male - Gaetano Cellini
I had a dream
(Chopin - Prelude in E Minor op 28 no 4)
Questo dipinto nasce quale denuncia contro la xenofobia.
Per far questo, mi sono rifatto alla famosa frase di Martin Luther King "I have a dream"
e ho immaginato cosa avrebbe detto oggi il leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani.
Ispirandomi alla famosa scultura del Canova rappresentante Paolina Borghese,
emblema di nobiltà, prerogativa riservata storicamente alle persone di carnagione caucasica,
l'ho ridipinta con una piccola, ma significativa differenza: il colore della pelle.
In questo quadro però, lo sguardo di Paolina africana guarda un orizzonte ancora lontano.
Da cui il titolo.
"Odio la discriminazione razziale nel modo più intenso e in tutte le sue manifestazioni.
L'ho combattuta per tutta la vita, la combatto ora e la combatterò fino alla fine dei miei giorni".
Nelson Mandela

Dipinto ispirato a: Paolina Borghese come Venere - Antonio Canova
Dipinto ispirato a: Paolina Borghese come Venere - Antonio Canova
Addio, del passato
Il titolo, l'immagine, tutto porterebbe a pensare a qualcosa di tragico.
Per me invece è un inno alla speranza. Lasciarsi qualcosa alle spalle non sempre è sintomo di tristezza.
La donna del Corradini presa da questa prospettiva e che ho riprodotto in pittura, mi parla di rinascita.
Il suo corpo con il petto proteso verso l'alto, le sue braccia aperte e accoglienti, mi raccontano
un'evoluzione: c'è sì qualcosa che viene abbandonato, ma c'è anche la volontà di andare avanti,
di riprendersi la vita facendolo con vigore e slancio. Questo ho visto durante la pandemia
e la sinfonia che ascoltavo di Beethoven mi trasmetteva proprio questa immagine.

Dipinto ispirato a: Pudicizia - Antonio Corradini
Dipinto ispirato a: Pudicizia - Antonio Corradini
L'ospite inatteso
(Mozart - Sinfonia nr. 25: I movimento)
La prospettiva è parte fondamentale di una storia:
modificando la prima, la narrazione cambia di conseguenza.
Questa inquadratura e questo taglio hanno sempre suscitato in me interesse.
Non vedevo più il David, ma vedevo dei racconti, degli attimi... una sorpresa.
La sorpresa di qualcosa che stava avvenendo all'insaputa del protagonista e la sua reazione.
Una reazione umana in un blocco di marmo plasmato ad arte.
Ho deciso di inserire un occhio vero nel dipinto preservando la materia scultorea,
proprio per raccontare la storia che David mi ha sussurrato all'orecchio.

Dipinto ispirato a: David - Michelangelo Buonarroti
Dipinto ispirato a: David - Michelangelo Buonarroti

Allo specchio
Semplice riflessione su come ci rapportiamo con gli altri,
su come ci vediamo e come vorremmo che gli altri ci percepissero.
Il trattamento del corpo dipinto in modo naturale,
il modo con cui ho trattato graficamente il volto
(che fa volutamente riferimento a una geisha),
altro non è che una rappresentazione
di quello che il mondo moderno ci chiede e che noi
siamo ben lieti di dargli: una rappresentazione di noi stessi.
Dipinto ispirato a temi sociali
Dipinto ispirato a temi sociali
P. IVA 04220391207 © 2022 Giulio Pedaci